La storia del Cape & Trade

Story of Cap&TradeSecondo lavoro della serie “La Storia delle Cose”.Questo nuovo video informativo di Annie Leonard affronta il tema delicato delle politiche ambientali, offrendoci uno sguardo critico ed illuminante sulla “buona fede” e la conversione all’ecologico di molte aziende e multinazionali

L’ambientalista americana spiegando la storia e la meccanica del “Cap & Trade”, che in italiano potrebbe essere tradotto come “Taglia e Scambia” del nuovo mercato del carbonio,racconta di come questo sistema del “cap-and-trade carbon markets” , un mercato nel quale si scambiano questi permessi di CO2 è insostenibile.

Questi permessi di emissione negoziabili sono delle trattative che permettono a Nazioni più industrializzate di vendere le emissioni a quelle più “pulite”(nel Terzo Mondo per esempio);Nell’immagine comune appare che queste Nazioni parlino  di come bisogna tagliare le emissioni di gas serra, ma in realtà, discutono di come scambiarsi le emissioni!

Esiste un modo per rinnovare la propria immagine e continuare ad inquinare e speculare sulle disgrazie provocate dai cambiamenti climatici?

 

 

Fonte: www.storyofstuff.com

 

 

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Pensa e Arricchisci te stesso

pensa-e-arricchisci-te-stessoNapoleon Hill (Pound, 26 Ottobre 1883– South Carolina, 8 Novembre 1970)ha trascorso circa 20 anni ad intervistare le persone di successo del suo tempo.Il punto di svolta nella sua carriera avviene nel 1908, quando gli viene affidato il compito di intervistare l’industriale Andrew Carnegie, per una serie di articoli su degli uomini famosi.Hill scoprì che Carnegie credeva nel processo del successo e che esso poteva essere usato da qualsiasi persona. Questo fece colpo su Hill. Carnegie, allora, gli commissionò di intervistare oltre 500 uomini e donne di successo, molti di loro milionari, al fine di scoprire e pubblicare questa formula del successo.

Hill ha svelato, che  nella vita l’unica cosa che puoi controllare e’ la tua mente. Se puoi controllarla, puoi avere tutto quello che desideri. “Qualunque cosa la tua mente può concepire e credere, può realizzarlo”.

Per dimostrare questo, Napoleon Hill all’interno del suo libro descrive nel dettaglio i 13 passi fondamentali per raggiungere il successo personale:

  1. Il desiderio.
  2. La fede.
  3. L’auto-suggestione.
  4. La conoscenza specialistica.
  5. L’immaginazione.
  6. La pianificazione.
  7. La decisione.
  8. La tenacia.
  9. Il potere della mente superiore.
  10. L’entusiasmo.
  11. Il subconscio.
  12. L’intelletto.
  13. Il sesto senso.

L”ispirazione diretta per questo libro è senz’altro stato Andrew Carnegie. Lui voleva dare al mondo una filosofia del successo. Per cui ha scelto Naponeal Hill a svolgere questo impegno e Hill lo ha completato molto bene.

Questo libro può essere considerato  Il libro di Crescita Personale per eccellenza; non solo perché è stato il primo nel suo genere ad essere prodotto, ma anche perché i concetti contenuti all’interno delle sue pagine sono stati riutilizzati dalle centinaia di libri di crescita personale scritti nell’ultimo secolo.

La storia delle cose

story of stuff

 

In questo breve filmato Annie Leonard espone in modo diretto ed efficace importanti problematiche all’ordine del giorno,esplorando alcune delle caratteristiche fondamentali del nostro rapporto con le cose, riguardo l’attuale sistema di produzione delle cose basato sul consumismo più esasperato e le catastrofiche conseguenze che ne derivano a livello planetario.

“The Story of Stuff” espone le connessioni che ci sono tra un gran numero di questioni ambientali e la nostra società consumistica dove ci vengono nascoste alla vista le fasi della produzione, dall’estrazione fino allo smaltimento,e ci chiama a stare uniti insieme per creare un mondo più sostenibile e giusto.

Qui di seguito il filmato:

fonte: http://www.storyofstuff.org/

Eugenetica e Bill Gates

bill gatesDurante una conferenza TED (sono conferenze su tecnologia, intrattenimento e design) nel febbraio 2010, Gates ha dichiarato che i vaccini sarebbero stati usati per ridurre la popolazione mondiale e abbassare le emissioni di CO2- allarmante considerando il fatto che la fondazione Bill e Melinda Gates finanzia la produzione e la distribuzione di vaccini al terzo mondo.

Sostenendo che la popolazione mondiale sta raggiungendo i 9 miliardi, Gates disse: “se noi facessimo davvero un ottimo lavoro con nuovi vaccini, cure medico sanitarie, servizi medici di riproduzione, forse potremmo avere una riduzione del 10 o del 15 %.”

Un po’ come se un miglioramento delle cure sanitarie e dei vaccini, che si suppone salvino vite, porterebbe a una diminuzione della popolazione mondiale: é un ossimoro, a meno che Gates non si stesse riferendo ai vaccini per sterilizzare le persone, che è precisamente lo stesso metodo propugnato nel testo del 1977 Ecoscience scritto dal consigliere scientifico della Casa Bianca John P. Holdren, il quale parla di un “regime planetario” dittatoriale per mettere in atto misure draconiane al fine di ridurre la popolazione attraverso l’uso di ogni sorta di tecniche oppressive, sterilizzazione inclusa.

In verità, come ha rivelato Mike Adams di Natural News, uno degli attuali progetti della fondazione Gates ruota intorno al finanziamento di un “programma di sterilizzazione che userebbe penetranti raffiche di ultrasuoni dirette sui testicoli dell’uomo per renderlo sterile per sei mesi”.
“Ora, la fondazione sta finanziando un nuovo programma “ consegna di un vaccino che si attiva con la sudorazione” basato su nano particelle che penetrano la pelle umana.” scrive Adams, “la tecnologia viene descritta come un mezzo per “sviluppare nano particelle che penetrano la pelle attraverso i follicoli dei peli e che a contatto con il sudore umano si attivano per rilasciare i vaccini.”
Il sostegno del fondatore della Microsoft alle giurie della morte é un’ammissione scioccante, ma fa impallidire se si considera che Gates, uno degli uomini più ricchi del pianeta, che è solito incontrare altri miliardari per discutere sugli sforzi da fare per ridurre la popolazione, ha pubblicamente dichiarato la sua intenzione a usare miliardi di dollari in vaccini per finanziare la diminuzione della popolazione mondiale nel terzo mondo, scopo che potrebbe essere raggiunto qualora i vaccini fossero progettati per sterilizzare forzatamente le persone, ovvero senza il loro consenso, o provocare aborti forzati.

“Sarà il decennio dei vaccini” dichiarava Bill Gates alla fine di gennaio al World Economic Forum di Davos, promettendo una donazione di 10 miliardi di dollari per promuovere la campagna di vaccinazioni dei bambini nei paesi in via di sviluppo. “La ricerca medica” ha aggiunto il fondatore di Microsoft “renderà possibile di salvare la vita di tanti bambini, come mai prima”.

Non esistono molti margini di interpretazioni, anche perché la soluzione proposta da Bill Gates  è molto precisa. L’aumento di CO2, spiega Gates, sarebbe causato proprio dalla popolazione mondiale in continuo aumento.

Ebbene, chi si è convinto della svolta filantropica di Gates farebbe bene ad ascoltare il suo intervento alla conferenza della non-profit TED2010 dello scorso febbraio, dal titolo Innovating to zero! La promessa da dieci miliardi rimane. I vaccini pure. Lo scopo dichiarato di Gates, invece, differisce ‘leggermente’. Insomma, mentre a Davos Bill Gates prometteva di salvare otto milioni di Bambini, ora dichiara di voler ridurre la sovrappopolazione mondiale. Ecco un estratto:

 

Fonte: http://www.stampalibera.com

Lobby farmaceutiche..la salute in secondo piano

La medicina ufficiale non risponde più alle esigenze della popolazione : le lobby farmaceutiche hanno come scopo non più quello di guarire ma quello di vendere medicine.
Tale scopo viene perseguito con metodi spietati e mai nell’ interesse della gente.
Le lobby farmaceutiche cercano di raggiungere i loro scopi condizionando anche gli studi universitari e la ricerca i cui fondi sono sempre più ridotti col gravissimo rischio che diventi solamente sponsorizzata dalle case stesse.

Ci sono patologie , come ad esempio le intolleranze alimentari che non vengono riconosciute dalla medicina ufficiale con conseguente disorientamento da parte della gente che vaga per studi medici e ospedali dove “non gli trovano” la malattia e se gli trovano la malattia , non gli trovano la cura.

Ci sono altre patologie , come il cancro, dove misteriosamente non si trova mai la cura , e anche quando si trova non la si riconosce e, anzi, la si combatte in maniera violenta.

E tutto questo a fronte di una spesa sanitaria che in Italia è pari al 9% del PIL e una spesa solamente riguardante i farmaci pari al 1,5% del PIL : denaro speso per farmaci spesso inutili e dannosi.

Queste Lobby mettono il loro profitto in primo piano, utilizzando i finanziamenti solo a favore del marketing e non della ricerca di nuove terapie. È così che hanno scoraggiato l’innovazione negli ultimi cinque decenni. A dirlo sono i dottori Donald Luce, dell’University of Medicine of New Jersey, e Joel Lexchin, della York University di Toronto, che hanno denunciato la situazione di stallo dell’innovazione farmaceutica direttamente dalle pagine del British Medical Journal.Secondo i ricercatori, la maggior parte dei fondi di ricerca non viene indirizzata verso la ricerca di farmaci innovativi, ma nella pesante e costante promozione dei farmaci già esistenti, fino ad arrivare a spendere ben l’80% della spesa farmaceutica di una nazione solo per questo. Luce e Lexchin spiegano: “la situazione dello sviluppo di nuove molecole è rimasta ferma a 50 anni fa. Gli incentivi per lo sviluppo di farmaci sono sbagliati e hanno distorto i comportamenti all’interno del settore“.

Le confessioni di un veterano dell’industria farmaceutica

Gwen Olsen, una ex rappresentante di prodotti farmaceutici, sta usando la sua personale esperienza e conoscenza di addetta ai lavori per girare le carte delle case farmaceutiche e svelare alla gente l’inquietante e scoraggiante verità sull’industria altamente corrotta, disposta a sacrificare la salute e la vita dei consumatori in nome del profitto. Gwen, vincitrice del premio per i diritti umani nel 2007, è un’attivista dedicata nel campo della salute mentale, relatrice e scrittrice impegnata nella difesa dei bambini e della salute mentale; la sua specializzazione include la promozione della cessazione in America dell’eccessiva somministrazione di farmaci a bambini e adolescenti. È difficile immaginare che questa stessa donna è stata un informatore farmaceutico di successo per più di 15 anni, lavorando per molti dei grandi produttori del settore.

Venivamo addestrati a disinformare le persone” ha detto Gwen.

Ora in una ricerca personale e appassionata per sensibilizzare quante più persone possibile sull’inganno dell’industria farmaceutica, Gwen sottolinea le sue preoccupazioni circa l’uso sempre più diffuso di farmaci da prescrizione e gli effetti letali che questi farmaci possono avere. “Non esiste una cosa come un farmaco sicuro” ha detto Gwen in una video-intervista.

Le stupefacenti rivelazioni di Gwen in un’altra intervista video su NaturalNews dissipano il mito delle case farmaceuticheimpegnate nella guarigione o nella cura delle malattie — in verità, l’industria farmaceutica è attiva nel regolare la malattia, gestirne i sintomi e tenere le persone intrappolate in un ciclo letale di dipendenza chimica.

Nel video Gwen spiega che i farmaci — in particolare i farmaci psichiatrici — sono destinati a stimolare le persone a rimanere clienti dell’industria farmaceutica. Dopo tutto, se le case farmaceutiche sono impegnate nel promuovere la cura delle malattie, agire diversamente significherebbe tagliarsi fuori dal mercato.

Non voglio che le persone pensino che io sia una teorica della cospirazione, perché in realtà, non c’è nessuna teoria dietro quello che sto dicendo, è tutto dimostrabile… tutto quello che sto affermando è dimostrabile ed è che l’industria farmaceutica non vuole curare le persone“.

“Riformatore di prescrizioni mediche”

Il Riformatore di Prescrizioni Mediche ha recentemente pubblicato un libro: Confessioni di un Pusher di farmaci su prescrizione medica, che mette a disposizione la considerevole conoscenza di addetta ai lavori sui gravi pericoli che la menzogna e la disinformazione, nel gioco dell’industria farmaceutica, hanno messo a repentaglio vite. Il suo libro presenta molte rivelazioni, alcune profondamente personali, su cosa lei ha scoperto e osservato nel corso della sua carriera con l’industria farmaceutica, durante la quale lei è stata incoraggiata a minimizzare gli effetti collaterali dei farmaci che vendeva quando parlava coi medici.

“Confessioni di un Pusher di farmaci su prescrizione medica” è il campanello d’allarme straordinariamente diretto e indispensabile sul fallace sistema sanitario americano, che è — a buon diritto — attualmente classificato ultimo tra quelli di 19 nazioni industrializzate in tutto il mondo. Potete leggere di più sul libro sul sito di Gwen.

Come il libro di Gwen rivela ai lettori, più di 180.000 persone muoiono ogni anno a causa degli effetti collaterali dei farmaci in circolazione. “Quando un farmaco viene approvato e raggiunge la popolazione in generale, non conosciamo nemmeno il 50% degli effetti collaterali coinvolti” spiega Gwen. In questo panorama desolante rivestono un ruolo speciale gli psicofarmaci: la soggettività delle diagnosi psichiatriche e la mancanza di test clinici obiettivi fanno si che non sia richiesta nessuna prova medica per prescriverli. Questo amplia notevolmente la popolazione dei potenziali pazienti, consentendo alle case farmaceutiche un vantaggio lucrativo grazie a un pubblico sempre più “malato” e “curato” con farmaci.

Come è nato il Riformatore di Prescrizioni Mediche

Gwen si è auto-proclamata ” Riformatore di Prescrizioni Mediche “, termine da lei stessa coniato, sviluppatosi non solo da vaste esperienze personali ottenute nel corso degli anni che ha trascorso al servizio delle principali aziende farmaceutiche, ma soprattutto da un evento sconvolgente che si è verificato all’interno della sua famiglia.

La salute della nipote di Gwen, Megan Blanchard, una brillante studentessa di medicina, si deteriorò rapidamente a causa dell’insorgere della dipendenza da farmaci, astinenza, malattia mentale e depressione. Questa dolorosa sofferenza ha portato all’infelice e tragico suicidio di Meg e Gwen ha rapidamente capito che sua nipote non era la prima a soffrire per le dolorose conseguenze da farmaci prescritti tramite ricetta medica, né tanto meno sarebbe stata l’ultima. Nel suo libro Gwen scrive: “E’ di compassione che Meg aveva davvero bisogno, non di più farmaci”.

Ci sono migliaia e migliaia di persone come lei là fuori che hanno bisogno di una voce che dica loro la verità” ha detto Gwen. “Io voglio essere quella voce.

La delusione di Gwen sull’industria, la sua rabbia, per l’elevata falsità e disinformazione di cui è stata testimone all’interno della proficua alleanza tra medici e case farmaceutiche, la portò a uscire dalle vendite farmaceutiche e a perseguire una nuova vocazione: diffondere la verità.

Sono stata usata per quel gioco, sono stata letteralmente la pedina in prima linea, danneggiando persone — involontariamente — ma ero responsabile, e ho un dovere per quello ora” ha affermato Gwen.

Gwen ora ha fatto di quello il suo obbligo morale, o ciò che lei ha etichettato come la sua “vocazione spirituale”: educare gli altri su che cosa lei ha duramente imparato sull’enorme quantità di farmaci nocivi prescritti ad una popolazione di creduloni.

NaturalNews – 12 luglio 2011

Nota del CCHR: sia Gwen Olsen che Mike Adams, fondatore di NaturalNews.com sono i stati premiati dal CCHR per il loro lavoro nel campo dei diritti umani.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda: informarsi attentamente, non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, richiedere accurate analisi mediche e avvalersi sempre di un medico se si decide di smettere di assumere terapie a base di psicofarmaci. Il cittadino ha il diritto di richiedere l’applicazione del consenso informato e i medici devono informare, codice di deontologia medica art. 33, 34 e 35, inoltre è possibile segnalare le reazioni avverse ai farmaci compilando l’apposito modulo ed indirizzandolo al responsabile di farmacovigilanza della propria zona, come indicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco.

Il Boom dei ragazzi italiani in Australia

Quando si parla di immigrazione, almeno fino ad oggi,lo facciamo per gli stranieri che vengono a vivere in Italia, che, al 1° gennaio 2012, in base ai dati forniti dal Ministero dell’Interno, erano regolarmente presenti in Italia circa 3,5 milioni di cittadini non comunitari(I paesi di cittadinanza più rappresentati sono Marocco, Albania, Cina, Ucraina e Filippine).Ma presto le cose potrebbero cambiare. Dopo anni di esponenziale aumento infatti il numero di immigrati che scelgono l’Italia(sia legalmente sia clandestinamente) – è in diminuzione, e di contro aumenta il numero degli immigrati che decidono di tornare al loro paese o comunque lasciare l’Italia per altri paesi.
E’ invece in continuo aumento il numero degli italiani che scelgono di cercare fortuna all’estero: nel 2011, gli italiani che si sono trasferiti in Australia sono circa 60.000; un vero e proprio esodo.I giovani italiani(tra i 18 e i 30 anni) che cercano fortuna all’estero,ai quali dobbiamo sommare i pensionati che si sono trasferiti laddove l’assegno INPS  gli consente una vita dignitosa ha superato la soglia delle 500.000 unità.

Sul web nel frattempo, nascono siti dedicati agli italiani che si sono trasferiti all’estero o hanno intenzione di farlo.Tra i più conosciuti tra questi c’è : mollotutto.com, ma anche italiansinfuga.com, e viviallestero.com .

Secondo recenti statistiche, nella fascia di età che va dai 18/20 ai 40 anni, oltre la metà vorrebbe trasferirsi altrove: a fermarli, oltre ai vincoli familiari, la mancanza di una base economica, una base linguistica insufficiente, il poco coraggio (per decidere di trasferirsi all’estero,ce ne vuole tanto) e gli affetti a cui si è legati.

Per chi fosse ormai deciso ad affrontare questa esperienza, per qualsiasi esigenza, si comincia con il visto di un anno, poi, ci sono molte possibiltà per restare.Il primo passo è il Working Holiday Visa(WHV). La seconda coraggio.Risultato: un anno in Australia con un visto lavorativo. Basta avere tra i 18 e i 30 anni, un fondo di tre/quattro mila euro sul conto corrente e il gioco è fatto.Il Working Holiday Visa, infatti, dura dodici mesi; Offre la possibilità di legarsi allo stesso datore di lavoro per un massimo di sei mesi ed è prorogabile di altri dodici. Unica clausola: trascorrere inizialmente del tempo in settori come agricoltura, pesca e miniere.

Per ora l’Australia è una delle poche economie industrializzate ad avere evitato la crisi in corso. Qui il tasso di disoccupazione è molto basso, mediamente circa il 5%. Appena 23 milioni di abitanti popolano un territorio esteso all’ incirca come tutta l’Europa . Le opportunità sono quindi praticamente infinite(più lavoro che persone). Architetti, ingegneri, avvocati, ma anche cuochi, camerieri e operai specializzati.Se prima della crisi migravano soprattutto gli accademici, ora intere famiglie vengono qui per ricominciare. Dopo la classica fuga dei cervelli, stiamo assistendo a un vero e proprio “si salvi chi può!”. Tra il 2006 e il 2011, d’ altronde, le richieste di Working Holiday Visa dal Belpaese sono aumentate esponenzialmente.

Da quando è iniziata la crisi europea molti giovani hanno deciso di tentare la via australiana.Ma tutto dipende dalla determinazione e dalla preparazione professionale del candidato. Se l’obiettivo è vivere qui e si è determinati, “alla fine uno sponsor si trova quasi sempre”.

Secondo quanto letto, Francesco Bono riferisce entusiasta che “In Australia si è decisamente padroni del proprio tempo”.“In Italia una volta che trovi un lavoro sai che devi tenertelo stretto, che il capo ci mette un secondo a rimpiazzarti e che invece tu impiegherai mesi a trovarne un altro. E così si sopportano a lungo situazioni anche molto frustranti. Qui è esattamente l’opposto. La gente si sposta spesso, cambia occupazione di continuo. Tutti hanno l’opportunità di vivere a pieno la propria vita.

Insomma non resta che prepararci al meglio,armarsi di coraggio e…Partire!

STAY TUNED.

Noam Chomsky:Le 10 regole per il controllo sociale

Professore emerito del MIT , Noam Chomsky é anche un attento osservatore dei fenomeni sociali attuali e dei mezzi utilizzati dai “media” per il controllo delle masse.

Il suo Decalogo per il Controllo Sociale è più che mai attuale e profetico; specie per noi cittadini di un’Italia e di un’Europa che sta perdendo inesorabilmente la sua sovranità.

L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche.

1 – La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2 – Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3 – La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.
4 – La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.
5 – Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).
6 – Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti…
7 – Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. Far si che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori” (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).
8 – Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…
9 – Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di repressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione!
10 – Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le elite dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.

Tratto da: http://www.informarexresistere.fr

Debito pubblico;Cause e possibile soluzione

Caro Cittadino europeo, sapevi che…?

• Il debito pubblico è stato creato con un abuso incostituzionale e le tasse che paghi a causa di esso quindi incostituzionali.
• Banca d’Italia S.p.A., è autorizzata a creare in modo autonomo denaro dal nulla senza garanzie auree, è illegalmente dal 1948 di proprietà privata.
• I suoi azionisti sono altre banche e assicurazioni entrambe private. Il debito pubblico dello Stato, quindi dei cittadini, nasce a loro beneficio.
• Gli istituti di emissione monetaria, come la Banca d’Italia e la BCE, realizzano enormi profitti, vendendo il denaro, che producono a costo zero, in cambio di titoli di stato profitti pari, grosso modo, al debito pubblico – ma questi profitti non appaiono nei loro bilanci, quindi non vengono rimessi agli Stati né pagano tasse, perché, nel bilancio, li si “copre” appostando come debito la massa monetaria, la quale però assolutamente non costituisce debito per quelle banche né per altri.
• Le tasse vanno in gran parte a pagare il debito pubblico (salito in Italia al 105% del PIL) e gli interessi su di esso (ammontanti circa al 16% della spesa pubblica ); quindi finiscono in tasca ai proprietari privati della Banca d’Italia e della BCE, e non per spese di interesse collettivo.
• Ilsistema, di cui i mass media si guardano bene di parlare (come pure i sindacalisti, i parlamentari, i ministri, i presidenti) ha prodotto nel tempo, e ancor oggi sempre più produce, un enorme spostamento di beni e di ricchezze dalle tasche dei cittadini a quelle dei banchieri, ma anche un trasferimento del potere politico dalle istituzioni democratiche alle mani dei banchieri sovranazionali.
• Il vero potere politico ed economico, a livello mondiale e nazionale, sta in questi meccanismi, ignoti a tutti o quasi; essendo sconosciuti, essi sono ancor più efficaci.
• Il Trattato di Maastricht, l’Euro, la Banca Centrale Europea, sono strumenti di completamento di questo trasferimento.
• La corrente mancanza di denaro, la crisi Finanziaria, i fallimenti e le privatizzazioni sono pilotati da finanzieri internazionali a loro beneficio.
La soluzione efficace è ben nota ed è stata ripetutamente proposta: restituire al popolo, quindi allo Stato, la funzione sovrana dell’emissione del denaro, in modo che non si debba più indebitare.
Il risultato sarebbe: tasse quasi eliminate, denaro a costo zero per lo stato e la Pubblica Amministrazione, economia fiorente; potere politico democratico anziché in mano alle banche.
• Unici danneggiati da questa riforma: i banchieri.
• E anche stata proposta una soluzione parziale: la moneta complementare, sull’esempio di migliaia di realtà nel mondo.

Guardate questo video, e meditate.

Nasce Spreadhole

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