Archivi Blog

Il Boom dei ragazzi italiani in Australia

Quando si parla di immigrazione, almeno fino ad oggi,lo facciamo per gli stranieri che vengono a vivere in Italia, che, al 1° gennaio 2012, in base ai dati forniti dal Ministero dell’Interno, erano regolarmente presenti in Italia circa 3,5 milioni di cittadini non comunitari(I paesi di cittadinanza più rappresentati sono Marocco, Albania, Cina, Ucraina e Filippine).Ma presto le cose potrebbero cambiare. Dopo anni di esponenziale aumento infatti il numero di immigrati che scelgono l’Italia(sia legalmente sia clandestinamente) – è in diminuzione, e di contro aumenta il numero degli immigrati che decidono di tornare al loro paese o comunque lasciare l’Italia per altri paesi.
E’ invece in continuo aumento il numero degli italiani che scelgono di cercare fortuna all’estero: nel 2011, gli italiani che si sono trasferiti in Australia sono circa 60.000; un vero e proprio esodo.I giovani italiani(tra i 18 e i 30 anni) che cercano fortuna all’estero,ai quali dobbiamo sommare i pensionati che si sono trasferiti laddove l’assegno INPS  gli consente una vita dignitosa ha superato la soglia delle 500.000 unità.

Sul web nel frattempo, nascono siti dedicati agli italiani che si sono trasferiti all’estero o hanno intenzione di farlo.Tra i più conosciuti tra questi c’è : mollotutto.com, ma anche italiansinfuga.com, e viviallestero.com .

Secondo recenti statistiche, nella fascia di età che va dai 18/20 ai 40 anni, oltre la metà vorrebbe trasferirsi altrove: a fermarli, oltre ai vincoli familiari, la mancanza di una base economica, una base linguistica insufficiente, il poco coraggio (per decidere di trasferirsi all’estero,ce ne vuole tanto) e gli affetti a cui si è legati.

Per chi fosse ormai deciso ad affrontare questa esperienza, per qualsiasi esigenza, si comincia con il visto di un anno, poi, ci sono molte possibiltà per restare.Il primo passo è il Working Holiday Visa(WHV). La seconda coraggio.Risultato: un anno in Australia con un visto lavorativo. Basta avere tra i 18 e i 30 anni, un fondo di tre/quattro mila euro sul conto corrente e il gioco è fatto.Il Working Holiday Visa, infatti, dura dodici mesi; Offre la possibilità di legarsi allo stesso datore di lavoro per un massimo di sei mesi ed è prorogabile di altri dodici. Unica clausola: trascorrere inizialmente del tempo in settori come agricoltura, pesca e miniere.

Per ora l’Australia è una delle poche economie industrializzate ad avere evitato la crisi in corso. Qui il tasso di disoccupazione è molto basso, mediamente circa il 5%. Appena 23 milioni di abitanti popolano un territorio esteso all’ incirca come tutta l’Europa . Le opportunità sono quindi praticamente infinite(più lavoro che persone). Architetti, ingegneri, avvocati, ma anche cuochi, camerieri e operai specializzati.Se prima della crisi migravano soprattutto gli accademici, ora intere famiglie vengono qui per ricominciare. Dopo la classica fuga dei cervelli, stiamo assistendo a un vero e proprio “si salvi chi può!”. Tra il 2006 e il 2011, d’ altronde, le richieste di Working Holiday Visa dal Belpaese sono aumentate esponenzialmente.

Da quando è iniziata la crisi europea molti giovani hanno deciso di tentare la via australiana.Ma tutto dipende dalla determinazione e dalla preparazione professionale del candidato. Se l’obiettivo è vivere qui e si è determinati, “alla fine uno sponsor si trova quasi sempre”.

Secondo quanto letto, Francesco Bono riferisce entusiasta che “In Australia si è decisamente padroni del proprio tempo”.“In Italia una volta che trovi un lavoro sai che devi tenertelo stretto, che il capo ci mette un secondo a rimpiazzarti e che invece tu impiegherai mesi a trovarne un altro. E così si sopportano a lungo situazioni anche molto frustranti. Qui è esattamente l’opposto. La gente si sposta spesso, cambia occupazione di continuo. Tutti hanno l’opportunità di vivere a pieno la propria vita.

Insomma non resta che prepararci al meglio,armarsi di coraggio e…Partire!

STAY TUNED.

Annunci